Degli ebrei e delle loro menzogne (Italian Edition)
Scritto nel 1543, nel pieno della maturità e a soli tre anni dalla morte, Von den Juden und ihren Lügen (Degli ebrei e delle loro menzogne) rappresenta il vertice del feroce antigiudaismo di Martin Lutero. Nella prima parte dell'opera, il Riformatore si lancia in una serrata confutazione teologica dell'esegesi ebraica dell'Antico Testamento. Ai suoi occhi, i rabbini sono "asini rozzi e ignoranti" che distorcono i profeti pur di non riconoscere Gesù come Messia, spingendosi - pur di difendere le proprie tesi - a contraddire Dio stesso. La diagnosi di Lutero è netta e disillusa: tentare di convertire gli ebrei è del tutto inutile.
È nella seconda parte del trattato che la polemica si traduce in un brutale programma d'azione. Di fronte all'impossibilità del dialogo, Lutero invoca la linea dura, raccomandando alle autorità politiche e religiose sette drastiche misure: incendiare sinagoghe e scuole; distruggere le case degli ebrei e confinarli in baracche; sequestrare i libri di preghiera e i testi talmudici; vietare la predicazione ai rabbini sotto pena di morte; abolire i salvacondotti per i viandanti; bandire l'usura confiscando oro e argento, da destinare in parte al sostegno degli ebrei sinceramente convertiti; infine, costringere i giovani ebrei al lavoro forzato con asce, pale e rocchetti per guadagnarsi il pane. Un testo cupo e radicale, imprescindibile per comprendere l'ultimo, drammatico capitolo del pensiero luterano.